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Mungitura

La mungitura è quella tecnica attraverso la quale si estrae il latte dalla mammella della vacca lattifera. La mammella è una ghiandola deputata alla produzione e secrezione del latte, primo alimento dei mammiferi, è una ghiandola tubulo-alveolare composta, considerata la massima evoluzione delle ghiandole cutanee. Le cellule della ghiandola mammaria compongono gli alveoli che insieme ai tubuli servono per secernere e veicolare il latte verso le cisterne il latte. Il tessuto ghiandolare mammario è diviso in lobi ciascuno dei quali contiene molti lobuli. Ogni lobulo è un insieme di alveoli, ed è circondato da tessuto connettivale. Si può considerare ogni alveolo come singola unità produttiva della mammella. Il numero di cellule per alveolo aumenta nelle razze a vocazione lattifera, per via di uno specifico corredo cromosomico e per selezione genetica operata sulla razza. Ciò comporta quindi nelle razze da latte un numero maggiore di cellule per alveolo, dimensioni degli alveoli e volume dell’unità maggiori, il che comporta una maggiore capacità di sintesi e di secrezione del latte. Morfologicamente la mammella della bovina da latte è suddivisa in quarti, ciascuno servito da un capezzolo: i quarti anteriori e posteriori. I quarti posteriori sono mediamente più produttivi (circa il 55-60% della produzione totale).
 

 

Come viene prodotto il latte a livello mammario?

Il latte viene prodotto a livello mammario dagli amminoacidi trasportati dal sangue che a livello della mammella vengono utilizzati per sintetizzare le proteine quali: caseina, lattoglobuline, lattoalbumine e proteine di membrana. Le proteine prodotte più il lattosio sintetizzato e insieme ai minerali si liberano nel lume dell’alveolo tramite l’esocitosi dove viene rilasciata acqua, lattosio, micelle caseiniche e sieroproteine. Il latte viene prodotto grazie alla circolazione sanguigna che porta gli elementi fondamentali alla produzione del latte alla mammella.
Ciò comporta una elevata attività metabolica, si pensi che per produrre 1 litro di latte devono passare per la mammella l’equivalente di circa 400 litri di sangue, cioè per una vacca che produce mediamente 35 litri di latte /giorno scorrono attraverso i vasi della mammella circa 14.000 litri di sangue /giorno, pari a circa il 15% del lavoro cardiaco di una vacca.

 
 Composizione del latte
 Peso specifico  1,032
 pH  6,5
%  Acqua  88
 Grasso  3,5
 Proteine totali  3,1
 Lattosio  4,9
 Ceneri  0,5

Si capisce quindi quale sia l’importanza dell’acqua nell’allevamento di vacche da latte. Ogni vacca consuma circa 200 litri di acqua al giorno
 
I principali ormoni coinvolti nella produzione e secrezione del latte sono secreti dall’ipofisi e sono:
Ossitocina - Prodotta dall’ipofisi posteriore ha effetto sulla contrazione delle cellule mioepiteliali
Prolattina - Prodotta dall’ipofisi anteriore responsabile del mantenimento della produzione di latte nel tempo
Ormone Somatotropo - Secreto dall’ipofisi anteriore e stimola la produzione lattea, aumentando il flusso di sangue.
 
 


Come viene rilasciato il latte dalla vacca?

La gran parte del latte si accumula all'interno degli alveoli. Il riflesso dieiezione del latte inizia con la stimolazione nervosa, i cui impulsi sono interpretati dal cervello (ipotalamo) per segnalare alla vacca che la mungitura è imminente. Tali stimoli possono essere ad esempio:
il tocco fisico di un vitello che succhia o di un operatore che pulisce i capezzoli (che sono sensibili al tocco e alla temperatura); la vista di un vitello o il rumore della mungitrice. In seguito agli stimoli esterni, il cervello manda un segnale alla ghiandola ipofisi, che rilascia l'ossitocina nella corrente sanguigna. Il sangue trasporta l'ossitocina alla mammella. Qui l’ossitocina stimola la contrazione dei piccoli muscoli (le cellule mioepiteliali) che circondano gli alveoli pieni di latte. L'azione di spremitura aumenta la pressione intramammaria e forza il latte attraverso i dotti verso la cisterna mammaria e la cisterna del capezzolo. L'azione dell’ossitocina dura soltanto per 6-8 minuti perché la sua concentrazione nel sangue diminuisce rapidamente. Perciò è importante attaccare il gruppo entro 1 minuto circa dall'inizio della preparazione della mammella. Un ritardo nell'attacco riduce anche la quantità di latte munto, poiché il latte verrà trattenuto dalla mammella e non rilasciato. In certe situazioni, l’eiezione del latte può essere inibita. Ciò può avvenire quando in corso di mungitura si verificano eventi esterni spiacevoli (dolore, spavento o paura), e il latte viene quindi ritenuto dalla mammella. L'ormone adrenalina, rilasciato dalla ghiandola ipofisi, può restringere i vasi sanguigni e capillari della mammella. La diminuzione nel flusso di sangue comporta una diminuzione della quantità di ossitocina che raggiunge la mammella. Oltre a ciò, l'adrenalina sembra inibire direttamente la contrazione delle cellule mioepiteliali della mammella. Perciò la vacca non può essere munta rapidamente né completamente nelle seguenti situazioni:
- se la preparazione della mammella è inadeguata;
- se c’è ritardo nell'attacco dei prendi capezzoli per  alcuni minuti dopo la preparazione della mammella;
- quando circostanze insolite comportano sofferenza (ad esempio quando l'animale viene colpito) o paura (grida, rumori improvvisi);
- in caso di inadeguato funzionamento dell’impianto di mungitura.

L’eluizione (rilascio del latte dagli alveoli) avviene grazie ad uno stimolo neuromuscolare: lo stimolo, che può essere di diversa natura, agevola il rilascio dell’ossitocina, ormone responsabile della contrazione degli alveoli. Lo stimolo può essere di tipo:
- fisico/meccanico, dovuto all’attività dell’allevatore per la pulizia dei capezzoli;
- visivo, dovuto alla visione del vitello da parte della bovina;
- sonoro, dovuto al suono ritmico dell’impianto di mungitura.
 
Questi stimoli fanno arrivare il latte ai capezzoli dopo circa 40 secondi. È importante, quindi, non attaccare prima il gruppo di mungitura ai capezzoli. La mungitura non corretta, dovuta all’inibizione dei riflesso mioepiteliale, può essere dovuta a:
- preparazione inadeguata della mammella;
- dolore, paura, (provocati da schiamazzi, movimenti repentini, bastonate, pavimento scivoloso …) che provocano rilascio dell’adrenalina che è un vasocostrittore che rallenta il flusso di ossitocina
 
 

Procedura

Innanzitutto è preferibile effettuare 2 mungiture equidistanti, ogni 12 ore; questo per dare alla mammella tempi ben definiti.
  1. La vacca deve entrare tranquilla in sala mungitura. La sala deve essere molto luminosa, perché motiva l’entrata;
  2. L’operatore deve valutare la qualità del primo latte (se ci sono piccoli coaguli probabilmente c’è un’infiammazione);
  3. L’operatore deve procedere con la pulizia dei capezzoli, con delle salviette monouso, poi deve asciugare adeguatamente;
  4. entro un minuto deve attaccare il gruppo prendi capezzoli (che crea il vuoto). Il vuoto deve essere ben controllato: c’è il pericolo che danneggi la mammella;
  5. L’operatore deve osservare, nei tubi trasparenti, il corretto passaggio del latte:
  6. L’operatore deve controllare che il distacco automatico deve essere tarato perfettamente per quella determinata vacca;
  7. L’operatore deve pulire il capezzolo a mungitura compiuta: lo sfintere tappa il capezzolo solo dopo circa un’ora. Si procede con una soluzione antibiotica liquida;
  8. L’operatore deve fare in modo che la vacca rimanga in piedi: la lettiera è piena di microbi patogeni. Egli deve quindi fare in modo che la vacca (che comunque dopo la mungitura ha fame) abbia la possibilità di accedere agevolmente alla mangiatoia e che li vi sia disponibilità di alimento.
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